Nei giorni scorsi, facendo zapping, mi sono imbattuto nel faccione sorridente di Massimo Cacciari intervistato in uno dei programmi televisivi nazionali e mi sono sempre fermato ad ascoltarlo.
E’ sempre un piacere sentire il Massimo, filosofo italiano vivente.
Parlava in modo convincente del fatto che le parole di origine ideologica di un tempo non hanno alcun valore e che, con la perdita di valore di questi termini, nemmeno concetti come Destra, Sinistra, Centro hanno più alcun senso. Certo, poteva dirlo meglio. Per esempio dire, citando Theodore Lowi, che i partiti responsabili sono finiti e stanno comparendo partiti costituenti per i quali termini come Centro, Destra e Sinistra non hanno senso. Ma era stato comunque convincente.
E come non farsi convincere: il Massimo è inarrivabile nel ragionamento filosofico astratto. Solo che la giornalista che lo intervistava, resistendo al suo fascino, voleva portarlo su cose più concrete e gli ha chiesto cosa si fossero detti, in quello stesso giorno, lui, Casini e Rutelli. E qui il Massimo ha bofonchiato un “Veramente, questo incontro doveva essere un segreto”.
Un segreto? Ohibò, mi sono detto; per meglio mantenere questo segreto, la sera è andato in uno studio televisivo a farsi intervistare? Vi sono modi migliori per mantenere un segreto. Per esempio, arrivare, parlare e ripartire subito. Comunque, l’argomento era interessante e mi sono accinto ad ascoltare con attenzione.
E’ sempre un piacere ascoltare il Massimo, filosofo veneto vivente.
L’intervistatrice gli ha chiesto se era in programma la costituzione di una coalizione tra Casini, Rutelli ed altri e se egli vi avrebbe avuto qualche parte. E qui il Massimo ha cominciato a spiegare che era importante contribuire a costituire un grande Centro che combattesse contro i berlusconiani, il cui progetto di costituzione di un PdL era fallito per la rivolta dei finiani, e contro la Sinistra incapace di rinnovarsi, il cui progetto di costituire un PD a vocazione maggioritaria era fallito con l’alleanza tra Veltroni e Di Pietro, alle elezioni del 2008, e la conseguente sconfitta elettorale.
Ferma! Ferma! Riavvolgiamo indietro il nastro! Non si può?Peccato! Meno male che il Massimo ripete il concetto: “Contro il fallimento del PdL di Berlusconi e del PD di Bersani, Veltroni, ecc…., occorre costituire un grande Centro, magari con Montezemolo come leader per le prossime elezioni nazionali”.
Centro? Ma non era una di quelle parole che non avevano più senso? solo che non ho tempo di ragionarci su perché già si sta già passando a parlare di federalismo. E ricomincio ad ascoltare con attenzione.
E’ sempre un piacere ascoltare il Massimo, filosofo veneziano vivente.
E il Massimo non parla più del Partito del Nord con cui voleva rifondare il PD e per cui ha inondato di male parole e critiche i leader, si fa per dire, di quel partito. Adesso parla di un federalismo di Centro o per il Centro.
Il giorno dopo, rifacendo zapping, lo faccio sempre appena torno a casa, mi stendo sul divano e accendo il televisore, ricompaiono la barba e i capelli tinti di nero di Massimo Cacciari. Altro canale, altra giornalista, altra intervista. Stesse domande, stesse risposte, stessi concetti. Prima domanda: “Cosa vi siete detti con Casini e Rutelli”. Risposta: “Veramente dovevano essere incontri segreti!”. Ancora? Ma che te ne vai a fare in giro per studi televisivi se vuoi mantenere un segreto, quale che sia? Non ho nemmeno il tempo di formare nella mia mente la mia delusione per la risposta che già si comincia a parlare di grande Centro. E debbo ricominciare ad ascoltare con attenzione.
E’ sempre un piacere ascoltare il massimo, filosofo vivente del sestiere di Dorsoduro di Venezia.
E si torna a parlare ancora di federalismo. E mi ricordo di quando il Massimo raccontava che il federalismo era un arcipelago. Bellissima immagine! Ma di scarso aiuto a governare. E mi ricordo di quando il Massimo aveva contribuito a fondare il Movimento federalista del NordEst, cioè il federalismo per il NordEst. Bella proposta! Ma di scarso aiuto a governare. E mi ricordo di quando il Massimo, andando a insegnare a Milano, ha proposto la costituzione del Partito del Nord, in competizione con la Lega Nord sul tema del miglior federalismo possibile per il Nord. E qualcuno disse che il Massimo aspirava a diventare sindaco di Milano, a candidarsi contro la Moratti. E adesso che vuole fondare il grande Centro, per realizzare un federalismo di Centro? Dove vorrà arrivare? A fare il ministro degli esteri in un governo Montezemolo?
E’ sempre più un piacere ascoltare il Massimo, filosofo vivente della via(pardon, calle) dove abita, numero civico che non conosco, sestiere di Dorsoduro di Venezia.